L'E-commerce sarà il mezzo di salvezza per il commercio al dettaglio durante il Coronavirus?

Jessica

Costantino Pinelli / Spring Marketing
2019-09-13 11:30:00


Social media communication

Con i negozi fisicamente chiusi, la speranza è che il digitale possa far risollevare il rallentamento economico in atto.

Mentre le aziende di tutto il mondo si fermano nel bel mezzo della crisi legata al COVID-19, c'è un settore che sembra avere una sorta di àncora di salvezza: la vendita al dettaglio ovvero la vendita dei prodotti diretti al consumatore finale.

La stragrande maggioranza dei settori, con l'eccezione di alimentari e farmacie, ha temporaneamente chiuso le proprie sedi fisiche, ma possono ancora vendere prodotti ai propri consumatori tramite i loro siti web o su quelli dei loro partner.

Il successo del settore della vendita al dettaglio, quindi, sembra poggiare saldamente sulle spalle dell'E-commerce. Il digitale è stato a lungo pubblicizzato come il futuro delle vendite al dettaglio e la pandemia del Coronavirus sta offrendo l'opportunità di potenziare la sua funzione.

A suo discapito però, gli analisti sostengono che nel 2020 l'Ecommerce non potrà contenere del tutto l'industria ed una battuta d'arresto a livello economico sarà inevitabile. Non solo per la chiusura dei negozi, ma anche perché molte persone non penseranno a spendere come prima, se non per l'essenziale. Sono già diversi milioni di consumatori che sentono la ristrettezza economica alla porta.

"Non è esteso a tutti i settori ma solo ad alcuni di loro ", ha detto Sucharita Kodali, capo analista di Forrester, parlando di dove stanno avvenendo principalmente le vendite tramite E-commerce.

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Al centro di tutti c'è "Amazon", che sta vedendo le proprie vendite alle stelle, in particolare per gli articoli per la casa, il cibo ed altri beni di prima necessità. Gli altri rivenditori sono destinati ad avere buoni risultati durante la pandemia in corso. "Costco", per esempio, sta vedendo folle di acquirenti in preda al panico nei suoi negozi e la stessa cosa nel suo sito. Idem per "Target"che ha esaurito diversi articoli essenziali online.

Per i negozi che vendono articoli non essenziali è una storia completamente diversa.

"Nel prossimo futuro, l'E-commerce non sostituirà le vendite con alcuno sforzo di immaginazione", ha detto Thomas O'Connor, direttore senior e analista per le vendite al dettaglio globale di Gartner.

"Ma questo non significa che l'E-commerce non riuscirà a far recuperare un po' di tempo alle aziende". Secondo MediaRadar, la spesa pubblicitaria per l'E-commerce è passata da 4,8 milioni di EURO a 9,6 milioni di EURO da metà febbraio all'inizio di marzo. E questa spesa pubblicitaria sta avendo un effetto positivo sulle vendite. Una nuova ricerca del Quantum Metric mostra che quest'anno i rivenditori del settore moda ed i rivenditori in generale, hanno visto un aumento del 106% delle vendite rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Anche per le aziende che vendono bene online, l'E-commerce rappresenta ancora solo il 20-30% del business complessivo, ha detto O'Connor. Quindi, a meno che non ci sia un enorme aumento, perdere le vendite fisiche al dettaglio danneggerà i profitti.

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Il focus sul digitale è un metodo che si è dimostrato vincente anche in Cina, dove il peggio della pandemia è già passato. L'amministratore delegato di Nike, John Donahoe, ha detto che concentrarsi sul digitale durante la chiusura dei negozi in Cina, ha permesso a Nike di evitare un calo più brusco delle vendite.

Affinché i rivenditori spostino l'attenzione sulla vendita online, tuttavia, è necessario che il bacino digitale esista e sia attivo. Per coloro che non hanno investito nella creazione di un E Commerce, questo momento sarà una specie di resa dei conti e mostrerà la potenza del marchio. Per esempio, Purell e Charmin, due marchi molto conosciuti negli Stati Uniti e che hanno entrambi prodotti molto richiesti al momento,uno rivenditore di igienizzanti per le mani e l'altro produttore di Carta Igienica, non hanno una propria piattaforma di E-commerce. Tuttavia i loro siti web si affidano ai propri partner online dove vengono poi rivenduti i loro prodotti.
Anche se le vendite di tali prodotti non stanno comunque andando male, la mancanza di capacità di acquisto online è una mancata opportunità mancata - non solo per i marchi, ma anche per i consumatori che vogliono acquistare i loro articoli desiderati. Altri rivenditori che invece hanno piattaforme E-commerce, ma non vi hanno investito, stanno riscontrando le stesse problematiche.

"I venditori che hanno fatto del digitale solo una base difensiva, ma non lo hanno mai preso sul serio, ci si catapulteranno subito e si renderanno conto che sarà una vera missione", ha detto Allen Adamson, CEO della società di marketing Metaforce. "Questo dimostra che il digitale deve essere l'obiettivo principale di ogni rivenditore. Non possono semplicemente rimanere fermi a guardare".

Quei Brand che hanno fatto del digitale la priorità assoluta sono nella strada giusta per affrontare il futuro. Per esempio, le aziende che si rivolgono direttamente ai consumatori possono trovarsi in vantaggio. Anche se poi alcuni si sono espansi nel commercio al dettaglio fisico, il digitale rappresenta ancora la maggior parte del loro core business.

Tuttavia, se le tendenze dei consumatori si stanno muovendo verso la via del "non acquisto", non c'è molto che i venditori possano fare, anche se hanno una presenza digitale affermata (ed offrono vari tipi di sconti).

"Se hai un sito di e-commerce in un momento in cui nessuno compra la tua roba, questo non ti aiuterà", ha detto Kodali.

Questo potrebbe cambiare però nel tempo nel caso in cui negozi rimarranno permanentemente chiusi ed i consumatori perciò saranno costretti ad adattarsi.

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Sempre O'Connor ha detto che, a seconda di quanto dureranno le chiusure fisiche dei negozi, potrebbe essere un periodo abbastanza lungo tale da modificare permanentemente il comportamento d'acquisto dei consumatori e l'aumento degli acquisti online potrebbe protrarsi fin dopo il ritorno alla normalità. "Forse diventerà più comodo anche per i consumatori più anziani che storicamente hanno evitato di acquistare online", ed afferma inoltre, "saremo spettatori di un aumento sostanziale delle vendite online e la percentuale di tutte le vendite al dettaglio sarà data dalle vendite online".

Per concludere aggiunge Adamson: "Questo sarà un fattore accelerante che farà dominare il digitale in quasi tutti i settori".

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