I principi dell'UX Design

Jacopo

Jacopo Ceccotti / Spring Marketing
2019-09-27 11:30:00


Social media communication

Che cos'è l'User Experience (o UX)

Si sente molto parlare di queste due parole, spesso all’interno di discorsi più ampi sull’importanza di avere un sito web funzionale.
Ma cosa vuol dire REALMENTE User Experience? Essa altro non è che lo studio che si effettua durante la costruzione di un sito web (o di un prodotto in generale), nel quale vengono analizzati gli utenti che usufruiranno dell’esperienza di quel prodotto e la conseguente strutturazione e progettazione affinché questa sia la migliore possibile, in base ai bisogni e alle necessità dei fruitori.

Facciamo un esempio pratico, per meglio capire cosa intendo: ti è mai successo, mentre programmi il microonde o cerchi di accendere la TV appena comprata, di aver difficoltà a compiere immediatamente le azioni che stai cercando di fare, come settare la giusta temperatura di scongelamento, o programmare i canali televisivi? Ecco, questo è un esempio di User Experience sbagliata.

Ma quali sono i principi per rendere veramente funzionale l’User Experience di un sito internet?

Beh, come detto prima, il processo parte da un punto fondamentale: analizzare il pubblico a cui l’esperienza di navigazione è rivolta.

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CONOSCERE L’UTENZA

Progettare l’esperienza di un qualsiasi prodotto o servizio, mettendo al centro dello sviluppo il pensiero di come questo verrà utilizzato dall’utenza, significa fondamentalmente conoscere a fondo le abitudini e i pensieri delle persone per le quali questo progetto viene pensato.
E’ necessario entrare in empatia con loro per conoscerle realmente: significa ascoltarle, osservarle ed porre loro le giuste domande. Arrivare a comprendere come gli utenti si comportano e come interagiscono diventa di vitale importanza.

Dal momento che conoscere l’utenza è fondamentale per lo sviluppo di una giusta esperienza, chi può quindi aiutarci a farlo in modo corretto?
Senza alcun dubbio, l’unica risposta corretta risiede nella Psicologia. In particolare, di un filone della psicologia che studia in modo accurato le percezioni e l’esperienza delle persone.
Naturalmente, questo non vuol dire dover necessariamente conoscere tutta la psicologia, ma comprendere alcuni di questi principi fondamentali aiuterà meglio a capire l’utenza a cui un prodotto è rivolto ed a progettare una esperienza pienamente soddisfacente.

All’interno del mondo della Psicologia, esistono alcuni principi fondamentali che regolano le interazioni tra l’uomo e il mondo, sia reale che virtuale.
Questi principi possono essere applicati a tutte le interazione che l’uomo ha, con qualsiasi oggetto e in ogni settore, ed è per questo che conoscerli è fondamentale, quando costruiamo un prodotto destinato ad una utenza.

“Quando hai qualche problema con gli oggetti – fosse per capire se tirare o spingere una porta o le stravaganze dei moderni computer e dell'industria dell'elettronica — non è colpa tua. Non rimproverare te stesso: rimprovera il progettista. (dall'introduzione a La caffettiera del masochista)” Donald Norman

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Il massimo esperto di questa disciplina è senza dubbio il professor Donald Norman, considerato da tutti il fondatore nonché il primo vero UX designer;
Donald Arthur Norman, professore e direttore dell’istituto per la Scienza Cognitiva dell’Università della California, nonché ingegnere informatico laureto presso il MIT (dove tra l’altro è professore emerito), sintetizzò, all’interno di uno dei suoi libri più famosi, “la caffettiera del masochista” alcuni principi di usabilità e praticità che secondo lui, fin da tempi remoti, regolano le interazioni all’interno del nostro mondo;
Questi principi rappresentano il punto di partenza per ogni UX designer e sono gli stessi da 30 anni.
Andiamo ora ad analizzarli;

I sei Principi dell’UX design

1. L’invito (o Affordance, in originale)

Per Affordance (appunto invito) si intende il principio secondo il quale già all’interno dell’apparenza di un oggetto o di un prodotto dovrebbe essere chiarificato il suo utilizzo.
All’interno dello sviluppo di una UX questo è il principio fondamentale, ed altro non è che la facilità e la intuitività che un prodotto deve necessariamente avere per essere utilizzato in maniera ottimale: al primo sguardo, un utente deve aver già chiaro il funzionamento di una interfaccia senza dover necessariamente ricorrere ad istruzioni o precisazioni.

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2. Significanti

Per Significanti intendiamo degli elementi presenti all’interno di un oggetto che aiutano a comprendere il funzionamento e il significato dello stesso; In poche parole, chiariscono quali azioni siano possibili eseguire, e in quali modalità verranno realizzate. In un certo senso anticipano anche il risultato che avverrà qualora un utente esegua una determinata azione.
Tuttavia, in campo di UX design, si rischia di andare incontro ad alcuni errori per quanto riguarda l’uso di significanti, come l’utilizzo di significanti superflui e non necessari (ad esempio la scritta “clicca qui “ all’interno di bottoni che hanno intrinsecamente il ruolo di essere cliccati, o l’inserimento di “scopri di più” all’interno delle call to action) e l’eccesso dell’utilizzo di icone, laddove non necessarie o superflue: le icone dovrebbero essere utilizzate solo quando esse, senza scritte, chiarifichino senza alcun dubbio l’utilizzo o il significato di un determinato elemento; Facendo un esempio, un classico bottone “chiama ora” con l’icona del telefono vicino corrisponde ad una sovrabbondanza inutile di informazioni.

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3. Mapping

Per mapping si intende il processo di causa-effetto che mette in relazione due cose. Un esempio è l’azionamento di un tasto ed i suoi effetti. Per progettare un mapping efficiente è estremamente necessario tener conto della cultura dell’utenza a cui questo è rivolto: il rubinetto rosso, nella cultura italiana, indica l’apertura dell’acqua calda, mentre quella fredda, viceversa, indica l’acqua fredda.
In ottica di web design, il mapping è fortemente collegato ai significanti, e si concentra su una giusta collocazione spaziale degli elementi che compongono l’UX. Ad esempio, siamo abituati, in occidente, a trovare delle CTA nel menù nella parte destra dello schermo, dal momento che la nostra lettura va da sinistra verso destra. Al contrario, lo stesso sito, in lingua araba, presenterà il medesimo bottone nella parte sinistra.

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4. Vincoli

Per vincoli si intende delle azioni “obbligate” che guidano gli utenti all’interno di un percorso, e permettono di comprendere immediatamente quale è il processo giusto da seguire e come arrivare alla fine. Esistono in UX due tipi di vincoli fondamentali: quelli “fisici”, come ad esempio le dimensioni di uno schermo, o quelli logici, come ad esempio un tasto di un form contatti che non è cliccabile se non si spunta il check per la privacy.
Un esempio di vincolo è il processo di acquisto all’interno di un ecommerce; ogni step, dall’inserimento di un prodotto all’interno di un carrello, fino al pagamento, viene eseguito tramite l’inserimento di informazioni e il completamento di azioni fondamentali che rendono possibile accedere allo step seguente.

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5. Feedback

Per Feedback intendiamo una azione di risposta che riceviamo in seguito ad una azione effettuata.
Questo ci permette di avere delle conferme che la nostra azione sia stata recepita, senza dover rimanere nel dubbio. Un esempio lampante è il messaggio che appare dopo aver inviato un form contatti (“grazie per averci contattato”). Se questo messaggio non dovesse apparire, saremmo portati a riprovare più volte chiedendoci se questo form sia stato inviato o no.
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6. Modello concettuale

Un modello contettuale è una associazione tra una azione virtuale ed una che compiamo nel quotiodiano. Questo ci permette concretamente di comprendere in maniera immediata e semplice una determinata azione.
Ad esempio, l’icona della busta della lettera associata all’invio di una mail, a quella di un imbuto per indicare “filtra” che facilitano la comprensione e l’interazione con un elemento.

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Conclusione

Questi 6 principi di Norman permettono, durante la progettazione di un qualsiasi prodotto, uno sviluppo attento e la costruzione di una esperienza facilmente fruibile; Naturalmente, questi sei principi non sono l’arrivo, ma solo il punto di partenza di un qualsiasi UX designer. Negli anni sono nate svariate linee di pensiero e correnti molto interessanti che studiano i modi più efficaci per costruire la giusta interfaccia.
Ogni designer deve continuamente studiare, scoprire e creare il proprio pensiero, affinché il suo processo creativo sia sempre unico e distinguibile.

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